TORNEO DEL CINGHIALE BIANCO (di Marco Signorini)

Alla fine è stato fatto. Un paio di anni fa non ci avrei scommesso molto sopra, poi pian piano i pezzi han cominciato ad andare al loro posto, si è arrivati così ad avere l’ardimento di organizzare il primo torneo ufficiale Rubeum Ferri. Avrebbe potuto essere un esordio sontuoso, fino all’ultimo ho sperato che avremmo avuto 7/8 cavalieri da far combattere nello steccato, e invece no, alla fine ci siamo rallegrati di averne almeno 4.. e poi.. non c’era nemmeno lo steccato. Però la macchina si è messa in moto, ha borbottato , ha fumato, ha funzionato a 3 cilindri per un pochetto, e poi man mano che si scaldava ha iniziato a girar rotondo, addirittura a fare qualche sgasata.
Metafore a parte, questo torneo arriva dopo appena 3 o 4 esperienze precedenti, prevalentemente allenamenti in cui abbiamo semplicemente segnato a caso dei punti. Era una incognita. Soprattutto sarebbe stato da vedere come si sarebbe confrontato con il regolamento una persona che non lo aveva mai fatto. Un conto è avere una idea, maturarla e coltivarla per anni, un conto è trasmetterla ad un estraneo, dargli un’arma in mano e vedere che combina. Questa cronaca al contrario di quelle che seguiranno i tornei futuri, non indugierà sulle prestazioni dei singoli partecipanti, ma al contrario parlerà del torneo per quel che è stato : un test vero e proprio delle regole e della filosofia che lo governa.
Fortunatamente le regole pressoché non esistono e non sono affatto complicate, per cui nonostante l’alto numero di tenzoni disputate, non c’è stato alcun problema di conduzione degli scontri da parte del giudice di campo. Piuttosto, ciò su cui abbiamo sorvolato per la fretta di iniziare, è stato far comprendere bene alla giuria i criteri da utilizzare per l’attribuzione dei loro voti, ma in linea di massima la giuria ha compreso lo spirito del gioco e ha premiato il bel giocare e punito le azioni goffe o scoordinate e inconcludenti. Visto che era una delle prime esperienze, e che eravamo relativamente pochi, abbiamo deciso di scontrarci tutti, con tutte le armi, con le stesse regole, in questo modo abbiamo accumulato dati sufficienti a stilare una classifica credibile. Al termine dei 2 giorni di duelli, abbiamo passato buone 3 ore in armatura, forse 4, e la qualità di quel che abbiamo fatto è andata aumentando invece che diminuire, segno che siamo proprio ai primi passi, e che non è la fatica il nostro nemico, ma l’inesperienza. Altra cosa molto importante da sottolineare, è che un evento come questo, anche con solo 4 combattenti, non può funzionare in modo efficace senza almeno 4 persone che si occupano semplicemente di assistere i combattenti, dare l’inizio e la fine del duello e seguirlo da vicino per dare un eventuale stop all’azione. Qui abbiamo avuto la fortuna di avere ben 6 giudici, e tantissime persone a procurar risate, acqua, conforto e assistenza, fare foto e video, (addirittura ha volato un drone sulle nostre teste durante i combattimenti) da questo punto di vista, una vittoria assoluta. Tirando le somme , sappiamo dove migliorare le armature per renderle più sicure, abbiamo visto che il gioco è divertente e ha ampi margini di crescita man mano che matura l’esperienza, ora siamo in grado di registrare i punti, studiarli e archiviarli per mettere in piedi la parte sportiva/competitiva di queste giostre. Dopo questa esperienza credo che arriveremo a poter combattere senza tappi di gomma o simulatori mantenendo lo stesso identico margine di sicurezza. Qualcuno guardando i video che raccontano di questo evento, potrà pensare che facciamo abbastanza pena a combattere, e sinceramente, mi preoccuperei se così non fosse. Nel medioevo questo era uno degli sport più estremi, mi stupirei se con così poca esperienza fossimo già in grado di emulare gesta che sono state vergate nero su bianco e raccontate e moltiplicate tante e tante volte da arrivare fino a noi… ma di certo ci proveremo, e credo che presto ne vedremo delle belle!